Riflessioni conclusive

Il progetto vuole realizzare un patto di amicizia, di fiducia, di aiuto reciproco che possa sfociare in attività economiche di sviluppo locale nell'interesse di tutti i partecipanti e delle realtà rappresentate.

Quindi la solidarietà, lungi dall'essere semplice intenerimento verso situazioni di emarginazione e di disagio, diventa fattore di crescita economica, culturale ed umana (tratto da Enciclica Sollicitudo Rei Socialis). Questo sforzo per "unire i frammenti", per fare del "segno un disegno" (come ha sottolineato con forza Monsignor Giancarlo Bregantini nel corso dell'incontro di Gioiosa Jonica del 20 giugno 98 alla presenza del Presidente della Camera dei Deputati on. Luciano Violante) può ridare dignità alle persone attraverso l'unità attorno ad un programma culturale e di sviluppo locale e la verità nell'intelligenza che sta dietro ai progetti.

Come si è detto nel convegno di Gioiosa Jonica, gli antichi pesi che il Mezzogiorno si porta appresso, e che si chiamano: isolamento, individualismo e sfiducia, possono essere lanciati in avanti per compiere meglio quel salto qualitativo necessario a innescare un ciclo virtuoso di sviluppo locale. Lo sviluppo del Sud può procedere solamente per piccoli salti, capovolgendo i vincoli in opportunità; questo è quanto si propone di fare il progetto P.a.c.t.o. Cooperativo.