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Come nasce il P.a.c.t.o. Cooperativo |
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Le
analisi condotte all'interno dell'Unione Europea mostrano ormai chiaramente che
il grave problema della disoccupazione si può affrontare e risolvere, almeno in
parte, potenziando le "iniziative locali di sviluppo e di
occupazione". Si tratta di "iniziative che si rivelano creatrici di
posti di lavoro duraturo a partire da una doppia analisi: quella delle esigenze
locali insoddisfatte e quelle delle risorse umane locali non occupate. Ma
l'incontro tra queste due periferie, quella del mercato locale dei beni e dei
servizi e quella del mercato locale del lavoro, non si produce spontaneamente e
deve superare molti ostacoli; si rivolge pertanto ad una politica globale le cui
componenti siano dettate dalla pratica sul campo, quanto dalla riflessione
teoretica in materia sociologica ed economica" (vedi documento di lavoro
"Iniziative locali di sviluppo e occupazione", inchiesta dell'Unione
Europea, marzo 1995, pag. 19). Queste analisi, ampiamente condivise dalla Provincia Autonoma di Trento, sono alla base di un'azione di "gemellaggio" tra il Trentino e la Calabria, in particolare la Locride, che è iniziata grazie all'impegno di Monsignor Giancarlo Bregantini, originario della Valle di Non e Vescovo della Diocesi di Locri Gerace. In particolare, la Federazione Trentina delle Cooperative, con l'apporto delle Casse Rurali Trentine e dell'Assessorato Regionale per la Cooperazione e con il supporto della Società per l'Imprenditorialità Giovanile, ha sviluppato un'iniziativa denominata TRE CASE COOPERATIVE (dall'acronimo TREntino CAlabria Sviluppo Esperienze COOPERATIVE) tesa ad innescare forme di collaborazione e di diffusione dell'esperienza cooperativa, intesa come strumento efficace per la creazione di occupazione attraverso lo sviluppo dell'imprenditorialità locale. |
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